sito
CLICCA SULL’IMMAGINE PER LEGGERE LA CONSISTENZA DELL’ATTESTATO E DEL RICONOSCIMENTO OTTENUTO

Il lupo e l’agnello: narrazione e morale

09:19 Posted In Edit This 0 Comments »
E’ una delle favole più famose di Fedro, nella quale l’autore vuole mettere in evidenza come l’arroganza e le prepotenze dei più forti prevarichino di gran lunga sulle ragioni dei più deboli. Tutto ciò allo scopo precipuo di ottenere vantaggi personali. Non ci stupiamo dunque di questa morale tanto greve, penosa e sgradevole, esplicitata in un tempo molto lontano dal noi. Possiamo asserire, senza tema di smentite, che, oggi più di ieri, la favola del lupo e l’agnello è più che mai attuale.
La storia del nostro tempo è piena, quotidianamente, di “lupi” prepotenti, violenti, arroganti  dediti al malaffare e all’illegalità a tutto scapito degli ingenui, deboli e mansueti “agnelli”. Quanti, fuori e dentro la politica, credenti e non credenti, in questa nostra struttura sociale si palesano  persone disoneste, rissose, corrotte o corruttibili, che, superando spudoratamente i limiti valoriali morali e civili, in virtù e per conto della loro forza o della loro influenza in un campo, cercano di annientare il più debole per conseguire fini personali o anche per dare libero sfogo alla propria impetuosità bellicosa? Tanti, in verità! Troppi, direi! 
Ma andiamo al contenuto narrativo della favola.
Un lupo e un agnello, spinti dalla sete, erano pervenuti presso lo stesso ruscello. Il lupo stava più in alto, mentre l’agnello era di gran lunga più in basso. Il primo, spinto dalla sua insaziabile ingordigia e sicuro della sua forza, cominciò a cercare un pretesto per litigare con l’indifeso e debole agnello. Gli disse: «Perché mi rendi torbida l’acqua, mentre sto bevendo?» L’agnello, molto timorosamente, gli rispose: « In che modo, di grazia, posso mai fare ciò di cui ti lamenti? L’acqua scorre da te verso di me!» 
E il lupo di contro: «Sei mesi fa hai sparlato di me». «Ma come potevo se non ero ancora nato?» gli risponde l’agnello. «Allora è stato tuo padre a sparlare male di me!» ribatté infine il lupo, e, saltando addosso all’agnello, lo sbrana dandogli così un’ingiusta morte.
La favola è per tutti quelli che, con pretesti infondati, opprimono gli innocenti.
T'interesserebbe leggere anche:
Il bruco e la farfalla: morale della favola
La volpe e la cicogna
L’asino e il leone: morale della favola
Il leone e il topo
La capra e il lupo: morale della favola

Caduta o diradamento di capelli? Per la ricrescita basterà un’iniezione del proprio sangue

13:06 Posted In Edit This 0 Comments »
E’ l’ultima frontiera, giunta fino a noi dall’America, nel campo tricologico per la cura dell’alopecia sia maschile che femminile. Nessun ricorso a lozioni e fiale particolari, ritenute “magiche” o a trapianti di capelli per la ricrescita o il rinfoltimento degli stessi! 
Oggi  basta una siringa di sangue prelevato dallo stesso paziente in trattamento, perché si  possa arrestare la caduta e il diradamento dei capelli e farli ricrescere sani e folti. Stiamo parlando del Prp Ht , acronimo di “Plasma Ricco di Piastrine” per la Terapia dei capelli (Hair Therapy). In altre parole è un trattamento per capelli  che farebbe uso di un plasma arricchito in laboratorio con le piastrine.
Quale dunque il principio su cui si basa? Nient’altro che questo: il tipo di plasma, dianzi detto, stimolerebbe le cellule staminali sottopilifere costringendo i  bulbi alla crescita di nuovi capelli.  A ben guardare, la  tipologia di metodo non sarebbe poi completamente  nuova in campo medico-curativo. Intendo riferirmi all'area di chirurgia plastica e ricostruttiva. Basti pensare  agli interventi di odontoiatria per la ricostruzione dell’osso o ai  lifting antietà, tanto per nominare solo alcuni tra i  numerosi  campi di applicazione .
Il PRP viene iniettato, come si sarà già capito, nell’area diradata del cuoio capelluto, dopo somministrazione di un  anestetico locale per addormentare la parte interessata. L’intervento richiede un lasso di tempo di circa 30 minuti. I risultati si cominciano a vedere dopo circa uno o due  mesi  dal primo trattamento effettuato. 

L’”esplosione ” vera e propria della ricrescita capelli  si avrà all’incirca dopo un semestre con apice di miglioramento totale a circa un anno. Il costo della seduta pare che si aggiri sui 500 euro.
Ti potrebbe interessare leggere anche:
Olio di cocco: una vera benedizione per i capelli
Intervenire sulla forfora con l’aceto di mele
Capelli: rimedi per le doppie punte
Come avere capelli lucidi e morbidi

Rigatoni al tonno e cavolfiore

13:00 Posted In Edit This 0 Comments »

E’ il classico piatto unico che oggi va molto alla grande, specie per chi ha problemi di sovrappeso. Secondo i  nutrizionisti,  i piatti unici, in generale, appartengono a  una “dieta equilibrata” e sarebbero, oltretutto, poco calorici se rapportati all’accoppiata classica del primo, secondo  e contorno. Questo, che andremo a presentare oggi, è un piatto veloce,  assai gustoso e prelibato, in cui, come direbbero sempre gli esperti,  sono presenti nelle giuste proporzioni tutti i nutrienti necessari al nostro corpo: carboidrati, proteine, vitamine  ecc… Vediamone l’esecuzione.
ESECUZIONE
Appronta sul piano di lavoro rigatoni o maltagliati, un tipo cioè di pasta che tende facilmente “a legare” dentro e fuori con l’intingolo che appronterai, un cavolfiore, del  tonno sott'olio, un sedano, olio vergine di oliva, aglio, peperoncino, sale e grana nella quantità desiderata. In genere il piatto si appronta “in bianco”, ma non si esclude, per chi lo preferisce, l’aggiunta di  salsa di pomodoro e qualche acciuga.  
La prima cosa da farsi è disporre una pentola, con abbondante acqua, sul fuoco per lessare il cavolfiore e nella stessa,  successivamente, cuocervi  anche la pasta. Nel frattempo pulisci per bene il cavolfiore, dividendolo in piccole cimette. Indi sciacquale sotto l’acqua corrente. Fa lo stesso con il sedano, scegli solo il cuore dello stesso e sminuzzalo in piccoli pezzi. Non appena l’acqua sobbolle, versa in essa  le cimette  per lessarle. Non dimenticare di aggiungere nell’acqua il sale. Appena le cimette risulteranno ben cotte, scolale, schiacciale con i rebbi della forchetta, formandone una purea  e tienile al momento da parte.
Intanto apri la scatoletta di tonno, scolalo e riversalo in un piatto per frantumarlo alla stregua delle cimette di cavolfiore.  In una capiente padella sul fuoco appronta, in olio di oliva, un soffritto di aglio e un po’ di peperoncino. Appena l’aglio si sarà indorato, eliminalo e versa nella stessa  padella il tonno, il sedano sminuzzato e le cimette di cavolfiore. Rigira accuratamente il composto. Intanto avrai già calata la pasta nella stessa acqua in cui è stato lessato il cavolfiore.
Non appena essa si presenterà al dente, scolala e riversala nell’intingolo approntato in padella. Rigira per bene, tenendo bassa la fiamma. Non appena l’impasto si sarà mantecato con la pasta, il piatto è pronto per essere servito in  tavola, non prima però di averlo cosparso di grana.  

UNA VARIANTE
Una variazione della ricetta prevede l’aggiunta di sugo al pomodoro e qualche acciuga spezzettata. Questi ingredienti dovranno essere versati nella padella insieme al cavolfiore, al tonno, al sedano non disgiuntamente ad un pizzico di sale in più. Il tutto poi dovrà sostare sul fuoco, a fiamma bassa, per almeno una decina di minuti, irrorato, di tanto in tanto, con un po’ di vino bianco.

Ti potrebbe interessare leggere anche:
Pennette al salmone e zucchine
Tagliare le cipolle senza lacrimare

Come intervenire in caso di crampi alle gambe

09:05 Posted In Edit This 0 Comments »
Cosa sia un crampo è noto ai più, specie a quanti all’improvviso sono colti, spesso e volentieri, da dolorosissimi e lancinanti spasmi a livello massimamente dei muscoli del  polpaccio per una contrazione involontaria degli stessi. Il brutto è che questi crampi ti arrivano nel bel mezzo della notte, mentre stai dormendo beatamente tra le braccia di Morfeo. Ad esserne particolarmente colpiti sono gli sportivi e le persone anziane.
Le cause sono varie e i fattori che possono influenzare la loro comparsa vanno da una scarsa idratazione, ovvero  da uno squilibrio cosiddetto elettrolitico ad una carenza di  potassio  
e magnesio, ancorchè all’assunzione di particolari farmaci come, ad esempio, le statine e i diuretici. Ma  i crampi potrebbero essere anche il campanello d’allarme di malattie molto serie come quelle renali, tiroidee, vascolari in zona periferica e altro ancora. Se si va soggetti a crampi con una certa frequenza, è bene che si consulti il proprio medico di famiglia perché faccia un’indagine mirata
PREVENZIONE
Se invece sono solo occasionali, cerca di intervenire con un’azione di prevenzione: mettere, ad esempio  un rialzo 
 sotto il materasso ai piedi del letto oppure un cuscino direttamente sotto gli arti inferiori, nonchè bere molto anche quando non se ne avverte l'esigenza in modo da controbilanciare la perdita di acqua nei muscoli nel corso 
della  giornata. Per il reintegro di potassio mangia più 
banane e patate lesse. Quando poi l’attacco arriva i rimedi per minimizzare il dolore possono andare da un leggero massaggio decontratturante del muscolo ad una breve deambulazione fino a mirati esercizi di stretching.
INTERVENTI
Vediamo come fare il primo intervento.
Con molta  delicatezza cerca di  praticare un leggero 

massaggio sul muscolo contratto, perché esso abbia gradualmente a sciogliersi e a rilassarsi. Inizia con lo stendere la gamba dolorante in avanti e procedi col massaggio dal basso verso l'alto. Se ne hai possibilità, puoi anche applicare sul muscolo contratto una fonte di calore oppure del ghiaccio. Considerando il fatto che il crampo, come precedentemente detto, non sarebbe altro che una "contrazione" involontaria va da sè che il nostro intervento, per lenire il dolore del momento, dovrà volgersi alla "distensione" del muscolo. E cosa ci sarebbe meglio 
degli esercizi di stretching?  Te ne menziono qualcuno. 
Poniti davanti al muro di una stanza e stendi  le  braccia contro esso tenendo i talloni di entrambe le gambe ben piantati a terra. Fletti poi le braccia e spingi in avanti solo il tronco quasi a voler toccare il muro col petto, senza peraltro piegare le ginocchia e tenendo sempre ben fermi i talloni. Mantieni questa posizione per circa 20 secondi e ripeti l’esercizio. 
Sempre nella posizione delle braccia tese contro il muro,  tieni ferma indietro la gamba dolorante, sempre con il tallone piantato sul pavimento e nel contempo pieghi  l’altra in avanti. Resta in questa posizione per alcuni secondi.  E  ancora…. Siediti  sul pavimento  e tendi la gamba, che ha lo spasmo muscolare, in avanti.
Protenditi  poi col busto e una mano verso l’estremità dell’arto e, una volta afferrate le dita del piede,  tirale verso di te. Continua in una specie di andirivieni di movimento  delle dita, più e più  volte.


Ti potrebbe interessare leggere anche: 

Intervenire sulla forfora con l’aceto di mele
Carie dentali : ultime ricerche
Che fare per  una sudorazione inguinale eccessiva
Come eliminare il cerume naturalmente
Come migliorare  la memoria  col rosmarino
Un virus in grado di combattere l’acne

Avanzi di saponette: come riciclarli

14:55 Posted In Edit This 0 Comments »
Tempo di crisi? Ben venga il “riciclaggio”! Non intendo riferirmi al riciclaggio di denaro, ma a quello di materiale residuato destinato ai rifiuti. Nel nostro caso sarebbero i residui di saponette accumulatosi in casa e apparentemente del tutto inutilizzabili. Va da sé che in una famiglia composta da un minimo di due persone, tra docce giornaliere e lavaggi vari, il consumo di saponette o di sapone liquido non è poco, a maggior ragione poi se i componenti sono più di due. Sorge allora l’esigenza del riutilizzo degli avanzi per fare nuove saponette o, se si preferisce, sapone liquido. Il portafoglio non potrà che ringraziarci! Spieghiamo come riutilizzare i residui di saponetta.  
CREARE NUOVE SAPONETTE  
Il primo passo da fare è quello di raccogliere i resti, e conservarli tutti insieme in un contenitore in vetro a chiusura ermetica. Quando la quantità degli stessi sarà tale da riempire  una tazza da latte (diciamo grossomodo sui 230 grammi circa) passiamo ad operare secondo la procedura che dirò appresso. Grattugiamo, ad uno ad uno, come faremmo con un pezzettino di formaggio questi avanzi residuati. Se si ha un frullatore in disuso, non più riutilizzato per gli alimenti, spezziamo con il coltello le rimanenze di sapone e poi inseriamo i vari pezzettini nell’apparecchio. Aggiungiamo un po’ di acqua calda e azioniamo il frullatore per alcuni secondi fino a quando il composto non avrà raggiunto una consistenza cremosa. Una volta che avremo ridotti gli avanzi in minuscole scagliette grattugiate o in un frullato, volendolo, possiamo dare colore e fragranza alle nostre nuove saponette. Basterà aggiungere al composto uno di quei colori naturali che usiamo per gli alimenti e, se si preferisce, anche qualche goccina di olio essenziale profumato. Quindi versiamo il tutto in un pentolino sul fuoco, a fiamma bassa e, mescolando spesso con una cucchiaia di legno, lasciamo che il composto si sciolga a dovere.
Non appena esso avrà assunto la consistenza di un purè di patate, spegniamo la fiamma e travasiamolo in piccoli contenitori di alluminio oppure in portasaponette estraibili. Con un coltello “lisciamo” il composto nella parte superiore e attendiamo poi che esso abbia a solidificarsi il più possibile. Per ottenere ciò, è preferibile che permanga nello stampino per un paio di giorni. Se si hanno problemi di rimozione delle saponette dal contenitore sarà sufficiente far scorrere sul retro dello stesso l’acqua calda. Una volta estratta la saponetta, la si vedrà esteticamente anche molto bella perché riprodurrà il disegno che reca all’interno il contenitore da noi utilizzato.
ULTERIORI  MODALITA' DI RICICLAGGIO AVANZI
Un altro modo per riciclare gli scarti di sapone, molto più rapido e fattibile all’istante, è il seguente.
Prendi una spugna di quelle che usi per schiumare le parti del tuo corpo durante la doccia, fai a lato di essa un piccolo e profondo taglietto (puoi usare la forbicina per le unghie) e inserisci al suo interno il residuo di sapone avanzato. Una volta bagnata, vedrai quanta schiuma la stessa sarà in grado di erogarti in tutte le parti del tuo corpo!
E non finisce qua! Se preferisci fare del sapone liquido in luogo delle saponette ti basterà, una volta frullati o grattugiati i pezzi di sapone e “profumati” come già detto all'inizio, prelevane tre cucchiai e mettili in una pentola sul fuoco insieme a mezzo litro di acqua. Attendi che il tutto abbia a sciogliersi per bene e poi riempi il contenitore spray che è rimasto vuoto. Lo stesso tipo di sapone puoi usarlo anche in lavatrice in sostituzione del solito detersivo commerciale. Il risparmio, anche se nel lungo tempo, non sarà affatto irrisorio!
  Saresti interessata a leggere anche:  
Risparmiare inchiostro nelle cartucce per stampanti
Risparmiare sul bucato con le noci del sapone
Risparmiare sulla bolletta del gas e del metano
Saper riciclare vecchi centrini e residui di stoffa

Come diventare animatore turistico

10:45 Posted In Edit This 0 Comments »
Sei una persona estroversa con predisposizione al lavoro di gruppo, ottime doti comunicative e d’iniziativa, forte carica d’entusiasmo e di dinamismo, familiarità con attività sportive, ricreative tipo canto, ballo, recitazione e culturali? Bene, il tuo identikit è proprio quello che si confà all’animatore turistico, possiedi cioè le qualità richieste per assolvere a questa particolare attività. Oggi più di ieri, questo tipo di lavoro è ambito da un buon numero di ragazze e ragazzi, sia anche e solo come prima esperienza lavorativa. A dire il vero c’è un ampio ventaglio di offerte che vanno peraltro sempre più ad aumentare perchè, essendo il settore del turismo in continua crescita cresce di pari passo la domanda di personale da parte dei tour operator, sia italiani che esteri. Per avere infatti a disposizione uno staff di animatori in tutte le varie componenti sia come figure generiche che specializzate (addetti, ad esempio, all’accoglienza all’ assistenza e fruibilità dei servizi, alla ristorazione, alla messa in campo di attività sportivo-ricreative, alla custodia e al divertimento di eventuali bambini al seguito) è di prammatico che i villaggi vacanza, i centri balneari, i campeggi, gli hotel, i centri di aggregazione giovanile e non ultimi le navi da crociera facciano capo alle agenzie di “reclutamento” personale.
Iter
Quale l’iter per entrare a far parte del mondo degli animatori turistici? Niente di complicato, ma tutto molto semplice e lineare! Innanzitutto non è richiesta alcuna formazione specifica. Come titolo di studio è sufficiente essere in possesso di un diploma di scuola superiore. I requisiti richiesti sono quelli che ho menzionato all’inizio di questo post. A parità di requisiti, avrebbero una marcia in più i concorrenti che conoscono anche una lingua straniera. Il primo passo che devi fare è quello d’inviare alle agenzie che gestiscono le assunzioni, tramite i loro rispettivi siti, il tuo curriculum vitae corredato da due foto. Ti consiglio di curare molto la stesura dello stesso e di mettere in esso di tutto e di più (scuole e corsi frequentati, lingue straniere conosciute, sport praticati, vissuti esperenziali di ballo, canto e recitazione e via discorrendo). Una volta che il curriculum sarà visionato e ritenuto interessante dallo staff del tour operator, sarai contattato via email o via telefono. L’agenzia ti sottoporrà ad un breve colloquio e ti proporrà, se lo riterrà opportuno, la frequenza di uno stage di formazione della durata di una settimana. Seguirà poi la stipula del contratto.
Retribuzione mensile
Cosa dire in proposito? Il lavoro di animatore turistico è senza dubbio un lavoro coinvolgente, all’insegna del divertimento e della gratificazione, ma nel contempo assai stressante e sfiancante per la flessibilità e l’estensione del numero delle ore d’impegno da mettere in campo in un ciclo non solo diurno, ma a volte anche notturno. Un altro aspetto negativo è la bassa retribuzione nei primi anni di esperienza. Infatti se sei alle prime armi ti sarà proposto uno stipendio di circa 400 euro al mese, con vitto e alloggio gratuiti ovviamente. Solo se hai un bagaglio di esperienze maturate in vari anni potrai ambire a stipendi più redditizi e a ruoli più importanti come, ad esempio, succede per il capo animatore che raggiunge grossomodo una retribuzione mensile intorno ai 1800 euro, e oltre. In genere il lavoro di animatore turistico è annoverato tra quelli di tipo occasionale, in quanto è un lavoro stagionale con una durata di circa di 3-4 mesi e, spesso, anche molto meno. Non è escluso però che ci siano contratti anche a tempo determinato o a progetto. Certo se ti poni l’obiettivo di fare l’animatore turistico anche nelle strutture turistiche situate all’estero,  non solo in Italia, il posto di lavoro ti sarà assicurato per l’intero anno.

T'interesserebbe leggere anche:
Come diventare procuratore sportivo

Come aprire un negozio di bigiotteria 
Aprire un negozio di cellulari 

Scarpe di tela macchiate? Come intervenire con lavaggi a mano

11:59 Posted In Edit This 0 Comments »

Le tue scarpe di Canvas sono particolarmente sporche; presentano qua e là delle macchie e tu, purtroppo, non sai
 come far fronte alla situazione. Devi sapere che il Canvas è
 un tessuto in tela di cotone o di canapa molto resistente ma, ahimè, con elevato potere assorbente. Quindi lo sporco e le macchie la fanno facilmente da padroni. Comunque ci sono diversi modi per pulire questo tipo di scarpe, e noi cercheremo
di procedere con ordine. 
FANGO
Mettiamo innanzitutto il caso che le scarpe si siano infangate: come operare? Per prima cosa attendi che esso abbia ad essiccarsi per bene e nel frattempo togli i lacci alle scarpe. Quando il processo di essicazione sarà completo, prova a “sbatacchiare” le Canvas più volte magari sulla pietra di marmo del davanzale di finestre prospicienti il tuo balcone, oppure, dopo aver posto un giornale a protezione del pavimento di casa, “percuotile” e sfregale l’una contro l’altra, anche a livello di suole. Poi con un panno inumidito passa nei punti dove il fango è residuato. Puoi pure tentare di rimuoverlo con un pennello a setole morbide

Appronta quindi una soluzione di acqua e detergente neutro nel rapporto di 5 parti di acqua e una di detergente e con un vecchio spazzolino da dente, imbevuto di volta in volta in questa soluzione, strofina gli aloni di fango e i bordi macchiati.
Successivamente, per eliminare la soluzione schiumosa, non ti resta che risciacquare con acqua tiepida, immergendo le scarpe rapidamente e riportandole all’istante fuori. Ripeti più volte il risciacquo con acqua pulita. Puoi anche fare uso di una spugnetta imbevuta nell'acqua e strizzata di volta in volta.
MACCHIE DI GRASSO E DI ERBA
Passiamo a parlare ora di come rimuovere macchie di grasso, di erba o di altro tipo. Munisciti di un batuffolo di cotone o anche di dischetti struccanti e imbevili nel solvente per unghie. Passa, più e più volte, con operazione di strofinio sulle macchie fino alla scomparsa. Quindi risciacqua come già detto in precedenza. Per asciugarle, dopo qualsivoglia tipo di lavaggio, è consigliabile adottare il metodo che segue. Riempi per bene gli interni delle scarpe con tovaglioli di carta, puliti e asciutti, oppure con carta da cucina, purchè di colore bianco, cioè priva di stampe a colori, onde evitare che le stesse, inchiostrate sulla carta, abbiano per caso a trasferirsi sulla tela della scarpa.

Individua in casa o sul terrazzo qualche punto particolarmente esposto a ventilazioni o dove l’aria risulti essere molto asciutta. Lasciale così fino a completa asciugatura.
MACCHIE IRREMOVIBILI
Se le macchie si dovessero presentare irremovibili, intervieni con l’aggiunta di un parte di candeggina su 5 parti di acqua tiepida. Immergici poi lo spazzolino da dente, o una spazzola a setole morbide e sfrega sulla macchia. Se ce ne dovesse essere di bisogno, ripeti l’operazione e poi passa al risciacquo.
Tieni conto che ci sono altri prodotti che possono fungere da pulitori sbiancanti per la rimozione delle macchie, come ad esempio il bicarbonato di sodio (un cucchiaio) unito a mezzo cucchiaio di perossido d’idrogeno in acqua tiepida, nonchè lo stesso limone. Nel primo caso, una volta trasferita un po’ di soluzione sulla macchia con il solito spazzolino da denti, lascia che essa agisca fino a completa asciugatura. Nel secondo caso, se vuoi provare col limone, dovrai unire una parte di esso sempre con 4-5 parti di acqua.


T'interesserebbe leggere anche:
Rimuovere macchie fecali sul materasso