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Combattere il raffreddore con terapie naturali

08:24 Posted In Edit This 0 Comments »
Iniziano i primi freddi e con essi la ben nota familiarità con i raffreddori, uno status d'infezione virale delle vie del tratto respiratorio superiore, molto comune nella vita di ciascuno di noi. Ne conosciamo ampiamente i sintomigola irritata, starnuti, lacrimazioni occhi, lieve mal di testa e dolori muscolari.
Ogni anno dal campo medico ci perviene la raccomandazione di tenerci lontani, in caso di raffreddore, dagli antibiotici perché questi nulla possono sia per la natura virale del raffreddore  e sia perché sarebbe difficile individuarne il virus, posta l’implicazione di una quantità  considerevole degli stessi (si parla di 200 e più virus). Una volta in preda a questa infezione, il nostro corpo  dovrà fare affidamento massimamente sulle sue difese immunitarie, augurandosi che non si presentino complicanze a livello polmonare.
Se tanto ci viene dalla medicina tradizionale, non egualmente da quella alternativa che cerca di darci una grossa mano, offrendo una serie di trattamenti, per ridurre la durata del raffreddore, per mitigarne e curare i sintomi, nonchè per autoimmunizzarci. Qui di seguito, a livello puramente informativo, tra i tantissimi trattamenti diamo uno sguardo ad un paio di essi. Iniziamo a parlare dell’aceto di sidro di mele.

 
ACETO DI SIDRO DI MELE
Vediamo come assumere questo ingrediente alcalinizzante. Basterà riempire una bella tazza grande  d’acqua calda e aggiungervi due cucchiai di aceto di mele, un po’ di miele per renderlo più gradevole e una piccola spremuta di limone. Bevendo questo soluzione più volte al giorno, si avrà modo di ridurre l’incidenza, la durata e la gravità del raffreddore e anche dell'influenza.

In farmacia, nei negozi d’erboristeria e online, puoi acquistare anche delle capsule di aceto di mele oppure fare con esso delle suffumigazioni, ossia delle normali inalazioni
Chi decide di assumere le capsule dovrà farlo accompagnandole con un generoso bicchiere di acqua.

Per quanto attiene invece alle inalazioni basterà riempire un catino di acqua bollente, aggiungervi 2-3 cucchiai di aceto di mele e, come per tutte le altre inalazioni, coprirsi il capo con un asciugamano e inalare i vapori provenienti dal recipiente.
Parimenti all’aceto di mele, c’è l’olio essenziale di origano, uno dei più noti antinfiammatori naturali, con proprietà lenitive e  curative delle malattie dell’apparato respiratorio.


OLIO DI ORIGANO
A parere degli  esperti l’olio essenziale di origano può essere usato esternamente seguendo la tecnica della suffumigazione, oppure frizionandolo delicatamente sulla gola o sul petto o  ancora assumerne alcune gocce per via orale. In tutti i casi  esso va diluito col cosiddetto olio vettore che può essere, a scelta,  l’olio di oliva, di semi, di cocco o  di sesamo.
Come suffumigio, mescolato a tre o quattro gocce di qualsiasi olio vettore, lo si versa in una bacinella d’acqua calda. Poi, come  per tutte le inalazioni, si inalano i vapori. Fare un arresto pressappoco di due minuti, respirando normalmente all’esterno della bacinella. Poi riprendere e ripetere il trattamento fino a 2-3 volte.
Sempre diluito con olio vettore, in rapporto di 1 a 4, l’olio di origano può essere cosparso sul torace e sulla gola oppure essere assunto per bocca (un paio di gocce su un cucchiaino di zucchero e un bicchiere di acqua di rubinetto). Il trattamento può essere ripetuto un paio di volte al giorno. Un'avvertenza: non usare assolutamente  l’olio di origano in stato di gravidanza  e di allattamento.


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Rughe e borse sotto gli occhi: rimedi dell’ultima ora

05:40 Posted In Edit This 0 Comments »
Pare che non ci sia più bisogno di andare in cerca di costose creme per risolvere il problema rughe. Nel mondo dello spettacolo, da anni, non sono poche le attrici e le modelle che, per mantenere un aspetto giovanile, utilizzano, come cura giornaliera della loro pelle, le creme per emorroidi e parlano di esse come di efficaci e validi rimedi antirughe e anti borse sotto gli occhi.
Sì, proprio così...si tratta, in verità, dei ben noti farmaci in uso per la malattia emorroidaria!
Preparazione H
Fra tutte le creme antiemorroidali c'è la ben nota "Preparazione H" unguento, i cui principi attivi constano di un estratto di cellula di lievito (Saccharomyces cerevisiae) e dell’olio di fegato di pescecane, una formula che ancora oggi trova cittadinanza qui da noi, in Europa, mentre in America è stata defenestrata, o meglio riformulata con la sostituzione  del lievito con la fenilefrina, un vasocostrittore che diviene quindi il principale ingrediente attivo.
Questa formula americana riveduta, pur mantenendo l’altro principio attivo dell’olio di fegato di pescecane, pare che non abbia più effetto benefico sulle rughe. Ma viene facile una domanda: Come agirebbe la crema emorroidaria, ancora presente sul nostro mercato farmaceutico, sulle rughe del viso e sulle borse sotto gli occhi? Per capirne di più portiamoci per un attimo sul problema emorroidi.
Quest’ultime non sarebbero altro che vene del canale anale che, in fase di infiammazione, si gonfiano e si dilatano causando non pochi disagi e rendendo dolorose le evacuazioni, fino al sanguinamento.


Effetti
L’uso, al bisogno, di Preparazione H permette, anche se solo temporaneamente, il restringimento dell’intera  struttura vascolare anale, con una riduzione del gonfiore e un'attenuazione del dolore.
Questo avverrebbe sia per le  emorroidi interne che per quelle esterne. Alla stessa maniera Preparazione H unguento agirebbe sulla pelle. Una volta applicata sulle rughe intorno agli occhi e sulle sottostanti borse, queste tenderebbero a distendersi per il conseguente restringimento dei pori della pelle, rendendosi così molto meno visibili. 
Ma, come per le emorroidi, l’effetto sarebbe solo temporaneo.
Prima di concludere fa d’obbligo aggiungere che, al di là dei benefici antirughe che si possono ricavare dalla suddetta crema, non dimentichiamoci che essa è pur sempre un farmaco, predisposto peraltro per un utilizzo ben diverso. Pertanto prima di accingersi ad usarla intorno agli occhi, è d’uopo che si consulti il proprio medico.


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Carie dentali? Ultime ricerche

12:58 Posted In Edit This 0 Comments »
Si è sempre detto che le carie sono un problema salutistico che non fa sconti a nessuno e che la loro formazione deriverebbe dall’attacco dello smalto dei denti, ad opera dei batteri che si alimenterebbero degli scarti alimentari di zuccheri e amidi, depositatisi nel cavo orale. Di qui la raccomandazione, da parte dei dentisti, di fare uso giornaliero del filo interdentario e di una accurata pulizia dei denti, specie dopo aver mangiato.

Le ultime ricerche
In verità le ultime ricerche, condotte in America, e precedentemente, addirittura circa 80 anni fa, dal dentista pioniere Weston A.Price, hanno evidenziato la veridicità solo in parte della tesi sull'origine delle carie.
E’ stato infatti visto che alcune popolazioni, quelle sottoposte allo studio, tipo svizzeri, australiani, eschimesi, indiani, nonché  tribù africane e gruppi vari di primitivi, pur avendo sui denti un'abbondante fermentazione di zuccheri e amidi, evidenziavano in realtà un’elevata immunità alla carie dentale. Come mai? La conclusione è stata la seguente.
I batteri, implicati nella distruzione dello smalto dentario, non sono in realtà la causa delle nostre carie, per il semplice motivo che non si nutrono affatto di zuccheri e di amidi fermentati, perché, e gli uni e gli altri di questi alimenti, sarebbero privi di quelle sostanze  nutritive utili alla loro crescita e proliferazione. E allora ci si domanda: da dove avrebbero origine le carie, quali i fattori responsabili?


Origine delle carie
L'analisi circa le cause della formazione delle carie, secondo il dentista citato in precedenza e gli altri ricercatori, dovrebbe in verità essere spostata sul tipo di alimentazione, seguita dalle popolazioni sunnominate, un'alimentazione ricca di minerali, di vitamine (A,D,E,K), di acido fitico (un antiossidante in grado proprio di prevenire le carie, presente nei legumi, nei cereali, nelle farine, nella crusca, nelle noci ecc..).
Le carie dunque troverebbero la loro alfa in un’alimentazione carente in minerali e in un rapporto squilibrato tra calcio e fosforo nel sangue.
Tutto questo infatti avrebbe una forte ripercussione sulla qualità dei denti, sulla loro struttura vetrosa, con conseguente
formazione di carie.
Sulla base dunque di questi studi condotti, ci piace ribadire quanto da essi ne è scaturito e cioè che, se non si ha un occhio attento alla dieta, una semplice riduzione di dolci, di sostanze zuccherine non sarebbe sufficiente a ridurre il rischio di carie. Quali gli alimenti da assumere in quantità abbastanza generosa? Enunciamone solo alcuni come, ad esempio, il latte, il burro, l’olio di cocco, il pesce, le verdure, le minestre con impiego di ossibuchi, il fegato e quanti altri contenenti acido fitico.


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Finocchi con panna e parmigiano

09:25 Posted In Edit This 0 Comments »
           
Oggi portiamo in tavola un contorno di origine prettamente lombarda, molto semplice da realizzare e assai gustoso. Può essere affiancato a piatti a base di pesce e di carne. La ricetta è semplicissima e consta di pochissimi ingredienti: qualche finocchio, della panna da cucina, un po’ di burro, una generosa manciata di parmigiano reggiano, un po’ di pan grattato.
Ti consiglio di scegliere i finocchi “femmine” perché, a differenza dei “maschi” prettamente arrotondati, hanno una forma allungata, più consona alla realizzazione di questa ricetta.

Una volta in possesso di questo tipo di finocchi (ma, di certo, non obbligatoriamente) dovrai accingerti a mondarli, eliminando le parti esterne abbastanza coriacee e tagliandoli a spicchi piuttosto spessi.
Indi puoi sciacquare ciascun spicchio sotto l’acqua corrente e lasciarli scolare.
Nel frattempo prepara sul fuoco una pentola con abbondante acqua, aggiungendovi del sale quanto basta. Attendi che essa abbia a bollire e poi calaci gli spicchi di finocchio per lessarli.
A parte appronta una teglia imburrata, appena appena spolverata di pangrattato.
In una ciotola versa la panna con un pizzico di sale e, se lo gradisci, anche un po’ di pepe. Mescola bene il tutto con i rebbi di una forchetta.
A cottura avvenuta, scola gli spicchi di finocchi e disponili nella teglia già imburrata. Cospargili quindi di panna, di una generosa manciata di formaggio parmigiano e di un po’ di pan grattato. Infila la teglia nel forno a 180° e attendi che raggiunga una bella copertura di crosticina dorata.


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Infezioni alle orecchie del cane: sintomi, cause, prevenzioni

10:16 Posted In Edit This 0 Comments »
Il tuo cane si gratta freneticamente l’orecchio emettendo lamenti oppure inclina la testa verso un lato o ancora la scuote energicamente. Sono questi tutti segnali di un’infiammazione all’orecchio esterno, tecnicamente chiamata otite esterna. In genere essa è provocata da acari o lieviti o anche  da corpi estranei. Senza dubbio sono infezioni dolorose e molto pruriginose, al punto che i  “grattamenti”, violenti  e insistenti, possono danneggiare il  padiglione auricolare del cane, procurandogli delle ferite sanguinolenti e infette.  

Aggiungiamo che  le infiammazioni all’orecchio esterno, sia nel cane che nel gatto come nello stesso coniglio, sono molto comuni e  abbastanza facili da curare con farmaci mirati. Quindi non ci si dovrebbe allarmare più di tanto, però...  Attenzione  a non trascurarle, perché in questo caso l’animale potrà andare incontro a possibili complicanze! Ricordati che  le infezioni, con conseguente crescita di batteri o lieviti, sono più frequenti nella stagione estiva e in ambienti caldo-umidi, quegli stessi che si vengono a determinare, ad esempio, nei condotti uditivi di certune razze di cani che hanno le orecchie pendule. Per trattare le infezioni con efficacia, è necessario individuarne l’agente eziologico, cioè la causa, che, come già detto in precedenza, può essere un  batterio, un lievito, un parassita (tipo acaro, pulce, zecca ecc..) o un corpo estraneo. Per questo è bene che la diagnosi venga fatta dal veterinario, l’unico in grado, attraverso un esame otoscopico delle orecchie dell’animale, di  individuare le possibili cause e  conseguentemente dispensare cure e farmaci appropriati.

Ma come possiamo  prevenire l’otite nel  nostro cane?
Innanzitutto pulendogli spesso le orecchie con un detergente apposito che ne rimuova i detriti infiltratisi. Per una procedura  corretta clicca qui.
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Dipingere con torsoli d’insalata

12:58 Posted In Edit This 0 Comments »
Non esiste bambino al mondo che non ami divertirsi a disegnare e a dipingere. E’ nelle attività artistiche che egli esterna, con immensa  gioia, tutto il suo potenziale interiore, fatto di creatività, sensibilità e, non ultimo, d’immaginazione, un’immaginazione che  spesso va oltre la stessa comprensione degli adulti.
E allora diamo oggi spazio e “pittura” ai più piccoli, a quelli che contano appena tre anni e... non solo ad essi! Offriamo a loro la possibilità di divertirsi con degli stampini naturali, già belli pronti. Intendo riferirmi a quegli stampini che, con l’aiuto della mamma, si ricavano con un semplice taglio dell’estremità di un cespo d’insalata qualsiasi, sia essa lattuga, iceberg, romana, radicchio e via discorrendo. 
Per cominciare organizziamo per bene lo spazio di lavoro, evitando che si abbia a sporcare un po’ dappertutto in casa. Copriamo il piano di lavoro con una tovaglia in plastica o anche con dei fogli di giornali e muniamo i nostri piccoli artisti di un  grembiulino da apporre almeno sul davanti.
Prepariamo più piatti di plastica nei quali verseremo, di volta in volta, un  colore diverso e del cartoncino come base per la creazione dell’“opera naif” dei pittori bambini.


Alla mamma spetterà  il compito di eliminare le foglie più esterne dei vari cespi d’insalata, per ottenere tanti mazzetti compatti, come nella foto qui a lato.
Munita poi di coltello, ella dovrà recidere la parte inferiore del cespo, per ricavarne il cosiddetto torsolo, ad un’altezza di circa 5 cm o poco meno. Se se ne ravvede la necessità, si potranno  allargare, leggermente con le mani, le parti interne del torsolo.
Indi basterà versare nei vari piattini di plastica tanti colori diversi quanti sono i torsoli a disposizione.
Approntato il tutto, la mano potrà passare al bambino, che dovrà imbere il torsolo nel piattino e  portarlo poi sul cartoncino, a mo’ di stampino. Si potranno sovrapporre più stampini e riutilizzare, una volta asciugati, gli stessi torsoli imbevendoli in altri colori.
Ecco...l’opera "naif” del tuo bambino sta iniziando a prendere vita, secondo il suo estro creativo!
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Unghie fragili e scolorite: rimedi naturali antimicotici

01:15 Posted In Edit This 0 Comments »
Hai notato che qualche unghia del piede sta perdendo il suo colore, tende al bianco-giallo e si presenta dolorante e fragile, al punto che si spezza con facilità. Se tale è la situazione può darsi che la tua unghia sia stata colpita dalla micosi, ossia da un’infezione fungina che penetra nel letto dell’unghia e causa molti danni.
In genere alla proliferazione di questo tipo di funghi è deputato un ambiente prettamente umido-caldo, lo stesso che si può avere, ad esempio, nelle nostre scarpe oppure in piscina o anche, se pratichi le palestre, nella zona doccia.
Quando si è affetti da tale infezione è bene che s’intervenga il più presto possibile per evitare future complicazioni di non lieve entità. Per curare la micosi ci sono tantissimi rimedi naturali senza dover per forza spendere soldi per creme antimicotiche o altro.
In tutti i tipi d’intervento le cure si appalesano efficaci e risolutive, ma richiedono tempi abbastanza lunghi e molta pazienza. Enunciamo alcuni possibili interventi casalinghi.

ACETO
Il primo intervento chiama in causa l’aceto bianco. Secondo studi condotti di recente, esso è risultato essere un ottimo antibatterico naturale, in grado di arrestare il proliferarsi dei funghi micotici. Quali le modalità d’intervento? Appronta una bacinella e versa in essa in parti uguali dell’aceto bianco con acqua calda. Indi immergi il piede con l’unghia infetta, facendolo sostare in ammollo fin quando l’acqua non si sarà raffreddata. Successivamente asciugalo con molta accuratezza. Fai questo tipo d’intervento due volte al giorno.

BICARBONATO E SIDRO DI MELE
E’ possibile anche approntare un tipo di impasto cremoso, mescolando l’aceto di sidro di mele con il bicarbonato di sodio e un po’ d’acqua. Qui di seguito le quantità e la procedura.
In una ciotolina versa un paio di cucchiai di bicarbonato di sodio, un cucchiaio di aceto di mele e un po’ di acqua tiepida. Fai amalgamare il tutto ben bene fino ad avere una specie di crema di una certa consistenza. Una volta pronta, distribuiscila sulla zona infetta dell’unghia e lasciala sostare per un bel po’ di tempo. Ripeti questo intervento due volte al giorno per circa un mese. Alla fine vedrai la tua micosi scomparire completamente.

OLIO DI ORIGANO
Altri tipi di interventi tendono ad impiegare l’olio di origano . Dove puoi trovare questo tipo di olio? Recati in un negozio di erboristeria e acquistane una boccettina. Una volta a casa, prelevane un paio di gocce e mescolale ad un cucchiaino di olio di oliva. Imbevi di essi un dischetto struccante e applicalo sulla zona interessata, lasciandovelo sostare per un po’ tempo.
Opera così una volta al giorno per circa una ventina di giorni.

SUCCO DI LIMONE
Anche il limone è tra quei rimedi casalinghi che ha delle efficaci proprietà antimicotiche, antivirali e via discorrendo. Se ne utilizza ovviamente il succo. Spremi un bel limone fresco e versa il succo in una ciotolina. Indi sull’unghia infetta, facendovelo sostare per più di una decina di minuti. Successivamente sciacqua la zona con acqua tiepida e asciuga per bene. Ricordati che per avere dei risultati eccellenti devi ripetere il trattamento una volta al giorno per circa un mese.
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