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Aloni gialli e macchie di sudore sui vestiti: cosa fare

01:32 Posted In Edit This 2 Comments »
Estate: tempo d’iperidrosi, di sudorazione eccessiva, per chi ne ha una certa propensione! Un incubo vero e proprio per la formazione di macchie e aloni gialli visibili su t-shirt, magliette, camicette, vestiti e quant’altro! A chi non è mai capitato di ritrovarsi, anche dopo ripetuti lavaggi, con la maglietta preferita macchiata di sudore e con aloni indelebili? Certo è che la difficoltà, cui si va incontro per eliminare questo tipo di macchie, ci amareggia non poco perché alla fin fine, in molti casi, il risultato è negativo al punto da rendere il capo inutilizzabile. 

INTERVENTI POSSIBILI
Ma prima  di decidere di  buttarlo, perché impossibile rindossarlo, vale la pena fare dei tentativi di rimozione macchie e aloni, seguendo i vecchi  e saggi consigli della nonna.  Non è detto che uno di essi non si riveli efficace e risolutivo dello scabroso problema. La cosa migliore da farsi è non desistere ai primi tentativi, ma provare più interventi possibili, fino a trovare quello risolutivo della macchia. Eccone alcuni da tener presente e da mettere in campo.
Prima di infilare il capo in lavatrice per il lavaggio o di accingerti a lavarlo a mano, prendi del bicarbonato di sodio e impastalo con un po’ d'acqua, fino a formare un composto cremoso. Con una steccolina di legno o l’estremità di una posata stendilo per bene sull’area danneggiata dal sudore. Strofina poi la zona, oppure  sfregala con uno spazzolino da denti o da unghie. Lascia agire la crema per circa un paio di ore. Trascorso questo tempo, puoi procedere alla sua rimozione con un risciacquo prima e poi col solito  lavaggio. Puoi  sostituire il bicarbonato con due aspirine schiacciate e impastate sempre con acqua. Con questo sistema gli aloni e le macchie dovrebbero essere rimosse completamente.  Se ti accorgi invece che il problema non è stato risolto (il tipo di tessuto su cui si opera ha spesso un peso non indifferente sulla rimozione o meno della macchia ),  munisciti di una bacinella di acqua fredda e aggiungi in essa  dell’aceto bianco (pressappoco  mezzo bicchiere di aceto per ogni 6 litri di acqua).
Calaci all’interno il tuo capo macchiato e lascialo in ammollo per circa 4 ore. Poi lo strizzi delicatamente e senza effettuare alcun lavaggio lo stendi al sole per circa un’ora. Successivamente puoi intervenire col  lavaggio in lavatrice a una temperatura abbastanza bassa. Ad asciugatura del capo, ti accorgerai che gli aloni e le macchie di sudore saranno solo dei brutti ricordi. Puoi anche provare a mettere una soluzione di acqua ed aceto in una bottiglietta spray e a spruzzarne il contenuto sulla macchia, prima di effettuare il normale lavaggio. Un altro  intervento da provare chiama in causa il  succo di limone. Una volta intrisa l’area danneggiata di questo liquido, lascialo agire per circa una quarantina di minuti. Indi risciacqua il capo con acqua calda e stendilo al sole.

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Piedi maleodoranti: come intervenire

03:48 Posted In Edit This 0 Comments »
L’odore pestifero dei piedi è un problema molto imbarazzante per quanti ne soffrono. Ora poi che il caldo si fa sempre più sentire,  i piedi, specie se tenuti chiusi nelle scarpe, tendono a sudare considerevolmente e quindi a riproporre il problema in maniera molto più eclatante. Il motivo di base del cattivo odore dei piedi è dovuto proprio al sudore, del quale si nutrono una miriade di batteri. Per liberarsi di questo spiacevole e fastidioso problema si possono adottare vari sistemi casalinghi, del tutto  naturali. Essi richiedono, da parte di chi soffre  di questo fastidioso  problema, molta  costanza e pazienza. La risoluzione del problema  richiede tempi non brevi, che vanno rispettati. Alla fine però lo sforzo e la perseveranza daranno i loro frutti positivi.
Cominciamo…
Innanzitutto laviamo giornalmente i piedi con un sapone antibatterico oppure usiamo un prodotto naturale come il tè nero. Prendiamo tre bustine di tè e mettiamole in una ciotola dove avremo  versato in precedenza 4 tazze di acqua bollente. Scarichiamo poi questa soluzione in una mezza bacinella di acqua normale. Immergiamo in essa i piedi e lasciamoli sostare per circa una ventina di minuti, il tempo necessario perchè l’acido tannico, presente nel tè, possa assolvere al suo compito battericida, oltre a restringere i pori della pelle, riducendo alquanto la sudorazione. Ripetiamo questo intervento ogni giorno per un’intera settimana.  
Al posto del tè nero possiamo  usare anche il bicarbonato di sodio. Per abbattere i batteri ne basterà un cucchiaio per ogni litro di acqua tiepida che versiamo nella bacinella. Cerchiamo di cospargere di polvere di bicarbonato anche l’interno dei calzini e delle scarpe. Questo inibirà la crescita dei batteri, perché renderà la  pelle più alcalina. Un’identica funzione potrà essere assolta anche dall’amido di mais o dal borotalco per bambini. E non finisce qua!
Sappi che un ottimo antibattericida è anche l’aceto, qualsiasi tipo si abbia in casa. Versiamone mezza tazza per ogni litro di acqua calda e immergiamoci i piedi, lasciandoveli per un quarto d’ora circa. A conclusione di qualsiasi lavaggio asciughiamo sempre a dovere  i piedi  con un panno morbido, specie tra dita e dita.  Attenzione…l’umidità offre un terreno fertile ai batteri, alla stregua del sudore! Se non ti sarà possibile indossare dei sandali durante il giorno opta sempre per le scarpe di cuoio o di tela, perché sono materiali che permettono al piedi di “respirare”. Se avverti odore sgradevole all’interno di qualsiasi tipo di scarpe intervieni con i chiodi di garofano. Lasciali per tutta la notte sostare all’interno delle stesse. L’odore scomparirà nel giro di pochi giorni. Appena ne avrai l’occasione durante il giorno, libera i tuoi piedi dai calzini e dalle scarpe.

Ghiaccioli alla nutella: come farli

02:16 Posted In Edit This 0 Comments »
Il caldo avanza a grandi passi  e l’arsura si fa sentire non poco. Ecco allora farsi strada in noi , sempre più, la voglia di qualcosa di rinfrescante da gustare durante il giorno. Cosa c’è di meglio di un ghiacciolo alla Nutella? Senza dubbio  può definirsi il  trattamento ideale, goloso  e a basso costo per grandi e piccini. Riempire il nostro freezer di ghiaccioli di Nutella è oltremodo una cosa semplicissima.
La loro realizzazione culinaria  richiede un impiego di tempo molto esiguo e degli ingredienti  all’insegna della essenzialità. Vediamo dunque come si fanno. Se al momento ne sei sprovvista, acquista al supermercato un vasetto di Nutella e, una volta a casa, comincia  ad operare.
Prendi una ciotola e versa al suo interno, in quantità pari, sia la Nutella che il latte intero. Poi con i rebbi di una forchetta  mescola bene i due ingredienti. Sempre a freddo, aziona  il frullatore ad immersione e frulla il composto fino a quando esso non si sarà bene amalgamato e la Nutella risulterà completamente sciolta, senza più la presenza di grumi. Se ti va, puoi aggiungere un pizzico di vaniglia. Ora non ti resta che versare il composto negli stampini per ghiaccioli, metterli  in freezer e attenderne il congelamento all’incirca per 3 ore.
Se non disponi di stampini per ghiaccioli, puoi anche fare uso dei bicchierini da caffè (quelli in plastica), inserendovi al centro del composto una steccolina di legno.
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Dimagrire in 3 giorni velocemente

12:49 Posted In Edit This 0 Comments »
Questo tipo di dieta è detta anche dieta veloce o dieta lampo, perché il suo arco temporale di durata è pari ad appena 3 giorni. Senza dubbio è una delle diete più popolari e seguite in Internet perché fa perdere un bel po’ di chili in breve termine. Come mai, ci si chiederà? Il nostro corpo improvvisamente viene messo davanti ad un repentino calo di calorie (appena 1200 calorie) giornaliere e di conseguenza è costretto a ridurre, alla grande, la quantità di calorie da bruciare. Va detto che questa dieta veloce nacque molti anni fa con l’unico obiettivo di far dimagrire, nel più breve tempo possibile, i cardiopatici che si trovavano in sovrappeso. Poi comprovatene l’efficacia e i risultati sorprendenti nel perdere peso, è stata fatta propria da moltissime persone, specie da quelle che magari, con l’approssimarsi dell’estate, volevano, e vogliono, all’ultimo momento rimettersi in forma. Si precisa che non è una dieta adatta agli uomini, a meno che non si aumentino le calorie. Nella dieta dei tre giorni sono incluse proteine, frutta, verdure e cereali. Può dirsi una dieta equilibrata, ma attenzione!...non va protratta per un periodo superiore a tre giorni, a meno che non si mangi regolarmente per i seguenti 5 giorni, per poi riprendere un nuovo ciclo di 3 giorni.

MENÙ

Vediamo come alimentarci nei 3 giorni. Il primo giorno è prevista una colazione con tè nero o caffè, mezzo pompelmo (polpa o succo, a piacere), un cucchiaio di burro di arachidi e una fetta di pane tostato. Il pranzo inizia ancora con il caffè o il tè nero, prosegue poi con una mezza tazza di tonno (circa 130 grammi), un finocchio crudo e un toast. La cena è un po’ più sostanziosa perché prevede circa 120 grammi di carne magra o di pollo, 120 grammi di carote o insalata verde a sazietà, una mela, una tazza di fagiolini lessati e dulcis in fundo…un gelato alla vaniglia.

Andiamo al secondo giorno. A colazione sempre tè nero o caffè, un uovo, mezza banana e un pezzo di pane tostato. A pranzo scegliere tra una tazza di tonno o di ricotta (150 grammi) con l’aggiunta di 8 crackers e insalata verde (quanta se ne vuole!). Di sera possiamo poi gustare 2 wurstel di carne di manzo, una tazza di cavoli o di broccoli (sempre a scelta), mezza banana e alla fine un mezzo bicchiere di gelato alla vaniglia.

Terzo e ultimo giorno : A colazione c’è sempre il tè nero o il caffè, 5 crackers, 30-40 grammi circa di un formaggio a pasta dura di latte vaccino, tipo asiago stagionato e anche una mela. A pranzo ritorna il tè nero o il caffè, un paio di uova sode, insalata verde nella quantità desiderata con un filino di olio e un pezzo di pane tostato. Cosa ci sarà mai per cena? 120 grammi o poco più di tonno, una tazza di melone, una di cavolfiore e una di carote e, a conclusione, mezza tazza di gelato sempre alla vaniglia.
In caso di attacchi di fame è possibile assumere negli intervalli di metà mattina o a merenda qualche Kiwi oppure qualche fetta di ananas fresco o ancora una mezza banana non troppo matura.

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Ammazza zanzare efficaci col fai da te

05:43 Posted In Edit This 0 Comments »
La bella stagione  porta con sé uno dei nostri nemici più aborriti, più repellentì e più maltollerati. Intendo riferirmi alla zanzara. Questo detestato e detestabile insetto con le sue  continue punture rovina le nostre  giornate e serate, sia all’aperto che in casa. E non bastavano i circa 50 tipi di zanzare locali a renderci  l’estate, a volte, insopportabile ,  ci mancava anche la zanzara tigre, una zanzara donataci dal Sudest asiatico, chiamata così per la sua grande aggressività! Come liberarci di questi odiosi insetti? Ogni estate Si fa incetta nei supermercati di fornelli brucia piastrine, repellenti spray, candele e zampironi, creme e cremine e tanto altro ancora. Spesso però tutto questo “ambaradan” non sempre ci difende come vorremmo e oltremodo dimentichiamo che, chi più e chi meno, questi tipi di repellenti sono dannosi per la nostra salute e per l'ambiente. Ma come evitarli? In verità ci sarebbero parecchie alternative da prendere in considerazione. E’ possibile far ricorso agli intramontabili e naturali sistemi  ammazza zanzare delle nostre nonne, del tutto efficienti, innocui, realizzabili in casa e, ciò che più conta, in un momento di crisi come quella attuale, a basso costo.
Cominciamo col menzionarne qualcuno. Basandoci sul fatto che le zanzare non amano gli odori pungenti, tipo aceto e limone, possiamo utilizzarli e farne un repellente molto efficace da mettere in vari punti della casa. Prendiamo una ciotolina e versiamoci all’interno dell’aceto bianco insieme a qualche fettina di limone.  Di certo le  zanzare se ne staranno alla larga da noi. Ottima sarebbe  anche la cipolla. Basterà spaccarne una in due pezzi e infilarci dentro dei chiodi di garofano. Altro che zampironi puzzolenti ed irrespirabili!
Se poi siamo intenzionati ad avere una protezione della durata complessiva di due settimane, ci converrà preparare la ormai nota trappola casalinga, il cui principio si basa sull’emanazione di anidride carbonica dalla stessa. Devi sapere infatti che le zanzare attaccano le persone per l'emissione, durante la respirazione, propria di anidride carbonica. Vediamo come la si appronta. Prendi una bottiglia in plastica di 2 litri, tagliala  ad un’altezza poco più della metà. Versaci all’interno 200 ml di acqua tiepida e 50 grammi di zucchero. Mescola ben bene fin quando non vedrai la sostanza zuccherina completamente sciolta.
Attendi poi che l’acqua si raffreddi e vi aggiungi un grammo di lievito per il pane. A questo punto non girare il composto, perché ciò non farebbe altro che sprigionare anidride carbonica in anticipo, un’azione che invece dovrà avvenire in modo molto lento e graduale. Ora posiziona capovolta  la parte di bottiglia soprastante all’interno dell’altra metà sottostante, a mo’ d’imbuto.

Sei quasi alla fine. Prendi un cartoncino nero d’altezza pari alla trappola e avvolgine interamente la parte esterna, fermandolo con del nastro adesivo sopra e sotto, in modo che le due parti di bottiglia risultino ben sigillate. Questo permetterà all’anidride carbonica di fuoriuscire solo dalla parte centrale che funge da imbuto. Le zanzare, una volta penetrate in questa trappola non vi potranno più uscire. Dopo due settimane (tanto la durata della trappola), potrai vedere  all’interno della stessa una miriade di questi odiosi insetti. La reazione chimica tra lo zucchero e il lievito ha assolto al suo compito mortale! Una volta svuotata la bottiglia, potrai riusarla, riponendo all’interno gli ingredienti menzionati in precedenza.
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Macchie di olio e di rossetto sui vestiti? Rapidi rimedi

14:13 Posted In Edit This 0 Comments »
Non è raro ritrovarsi con una macchia di olio sul vestito, mentre si sta “giostrando” tra i fornelli in cucina per approntare il pranzo oppure mentre si sta a tavola in un ristorante. Non c’è da disperarsi più di tanto, perché è un inconveniente a cui si può rimediare facilmente. La cosa più importante è intervenire tempestivamente, senza attendere che la macchia diventi secca. Spesso si pensa di risolvere la situazione, mettendo in seguito il capo in lavatrice e quindi si rimanda la soluzione di rimozione ad altra data.
Niente di tutto questo! Se passa un tot tempo dall’accaduto, non ci saranno lavaggi che tengano sulla macchia di olio. Bisogna invece intervenire all’istante, coprendola interamente con un pizzico di farina o di polvere di borotalco, sostanze  in grado di assorbirla facilmente. Quindi attendere una  decina di minuti  e poi spazzolare la sostanza aspersa.
Questo tipo d’intervento risulta funzionale su tutti i tipi di  tessuti, siano essi naturali come quelli in seta, in cotone, in lana e siano essi tessuti sintetici. Un altro intervento di rimozione altrettanto efficace e sicuro consiste nell’uso del detersivo per piatti. Sarà sufficiente metterne una piccola goccia, fare uno strofinamento dell’area  inficiata dalla macchia ed ecco… il problema è risolto. Si consiglia ovviamente, sia nel primo caso che nel secondo, di procedere successivamente al lavaggio del capo in lavatrice, secondo le modalità poste sempre  in campo per il tipo di tessuto.

Macchie di rossetto
E passiamo alle macchie di rossetto. Come eliminarle senza ricorrere alla lavanderia? Anche in questo caso, parimenti alla macchia di olio, si consiglia d’intervenire quando  la macchia è ancora fresca, perché la procedura di rimozione sarà molto più facile. Innanzitutto bisogna cercare di tenersi lontani dalla tentazione di strofinarla, perché il risultato non sarà altro che un’espansione dell’area interessata dal rossetto. Scegli  invece tra le opzioni che ti propongo, qui di seguito, quella che più ti aggrada.
Cominciamo dalla lacca per capelli. Spruzzane  un po’ sulla macchia di rossetto, attendi qualche minuto e poi, munita di un panno di cotone, cerca di usarlo come un tampone. Il secondo rimedio da provare, abbastanza efficace, consiste nel bagnare leggermente una bella mollica di pane, nell’impastarla  ben bene tra le mani e successivamente nella schiacciarla, posizionandola a copertura di tutta la macchia. A questo punto bisognerà attivare il ferro da stiro ed, escludendone  la funzione vapore, attendere  il  riscaldamento. Nel frattempo sarà  bene disporre un  panno di cotone pulito sulla macchia e,  appena il ferro sarà pronto, passarlo su esso.
Comunque ricordati che, anche per la macchia di rossetto, puoi ricorrere all’espediente della goccia di detersivo per piatti, lasciandola agire per qualche minuto. Se il tessuto è di seta, è  consigliato l’uso di un panno imbevuto di alcol, sempre da usare come tampone. Se la macchia ha interessato invece un tessuto impermeabile, sarà sufficiente rimuoverla  con un semplice lavaggio ad acqua e sapone.
Nel caso che i risultati di rimozione non dovessero soddisfarti del tutto, non desistere ma ritenta più volte. Raggiunto l’obiettivo, passa al normale lavaggio dell’indumento in lavatrice.
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Come affilare le forbici in casa

14:17 Posted In Edit This 0 Comments »
Hai delle forbici vecchie che non tagliano più e vuoi affilarle? Segui i suggerimenti che troverai in questa guida ed esse ritorneranno nuovamente efficienti. Devi sapere che nei tempi passati, quando  le lame delle forbici si erano arrugginite e quindi non assolvevano più alla loro funzione, si faceva ricorso a due sistemi. Il primo faceva capo all’arrotino, un artigiano ambulante che con la sua bici, dotata di carretto in legno con mola ed acqua, riaffilava le forbici oppure s'interveniva con un metodo prettamente casalingo e più  economico, quello del "fai da te" delle nonne. Ora che l’arrotino è diventata una figura obsoleta almeno nelle grandi città, ecco che il vecchio sistema del fai da te delle nonne torna in auge.
Vediamo in che cosa consiste e quale sarebbe la procedura.

PROCEDURA DI MOLATURA
Gli strumenti che devi avere a tua disposizione sono della carta vetrata a grana fine oppure un foglio di alluminio abbastanza doppio e ovviamente le forbici. Cominciamo col primo. La procedura è semplicissima. Innanzitutto pulisci le forbici dalla ruggine, magari con una retina saponata. Risciacquale e asciugale ben ben con un canovaccio.
Poi prendi un bel pezzo di carta vetrata, piegalo in due, in modo che la parte ruvida, la grana, sia a contatto e agisca sul filo di entrambe le lame delle forbici. Comincia a tagliuzzare più e più volte la carta vetrata con la vecchia forbice, formando delle striscioline.
Dovrai farlo una trentina o più di volte, cercando di utilizzare tutta la lunghezza delle lame. Ricordati che più questa operazione di taglio verrà ripetuta e più il filo delle  lame diventerà lucido e più riacquisterà una sua efficienza di taglio. La stessa operazione potrai farla anche utilizzando della carta di alluminio, piegando il  foglio parecchie volte su se stesso in modo da fargli raggiungere un buon spessore. Poi prendi le forbici e comincia a tagliuzzarlo ripetutamente, fin quando, ad una verifica, le forbici non risulteranno nuovamente idonee al taglio.

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