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Emorroidi: rimedi fai da te per il dolore e il gonfiore

09:13 Posted In Edit This 0 Comments »
Il problema delle emorroidi  è comune a molte persone che hanno superato i 50/60 anni. Si tratterebbe  di un vaso sanguigno infiammato e perciò stesso rigonfiatosi  sia  ad altezza anale che rettale. In base alla locazione si distinguono in emorroidi esterne in zona ano e  emorroidi interne in zona rettale. I fattori che presiedono alla loro comparsa sono molteplici e vanno dall’ereditarietà alla costipazione, da questa alla sedentarietà, oppure ad un dieta povera di fibre e via discorrendo. In caso di dolore, rigonfiamento, irritazione o sanguinamento è possibile mettere in campo parecchi rimedi fai da te. Eccone alcuni. 
GHIACCIO
Cominciamo col dire che un impacco di ghiaccio è un ottimo e rapido rimedio per un  sollievo dei sintomi: dolore, gonfiore e infiammazione. Come agirebbe?  Grazie ad una sua applicazione in sede si avrebbe infatti un rallentamento dell’afflusso di sangue nei vasi a causa di un loro restringimento.
Come fare? Prendi un cubetto di ghiaccio e avvolgilo in un panno pulito. Applicalo sulla zona interessata, ben pulita,  lasciandovelo agire per una decina di minuti. Puoi ripetere questo tipo d’intervento più  volte al giorno fin quando le emorroidi non risulteranno sgonfie.
Identiche proprietà  astringenti, antinfiammatorie  sono da attribuire anche all’olio di oliva. L’assunzione giornaliera di  un cucchiaio di  OLIO DI OLIVA  ci può aiutare alla grande a ridurre il dolore e l’infiammazione delle emorroidi anali  e quindi esterne, grazie all'aumento dell'elasticità dei vasi sanguigni  e alla conseguente riduzione in dimensione.
 ACETO DI MELE
Ti consiglio di usare l’aceto di mele non filtrato. Con esso puoi agire sia sulle emorroidi interne che esterne. Vediamo come agire per il primo tipo di emorroidi.  

Emorroidi  interne 
Metti in un bicchiere di acqua un cucchiaino di aceto di mele e un po’ di miele. Mescola per bene e bevi questa soluzione due/tre  volte al giorno dopo i pasti.
Emorroidi esterne
Innanzitutto detergi la zona infiammata con delicatezza. Indi versa in una tazza di caffè  l’aceto di mele. Prendi un batuffolo di cotone o anche un dischetto per struccarsi e imbevilo di aceto, strizzandolo leggermente. Indi tienilo in zona premendo con molta delicatezza. Avvertirai una sensazione alquanto pungente ma è del tutto normale. L’operazione va ripetuta più volte al giorno fin quando non vedrai che le emorroidi si sono sgonfiate. Puoi fare lo stesso intervento con olio di cocco.

PRUGNE
Devi sapere che le prugne hanno un effetto prettamente lassativo  e quindi sono un ottimo rimedio per ammorbidire le feci e agire positivamente sulle emorroidi. Ti basterà mangiare 3/4 prugne secche al giorno  oppure, in alternativa, bere del succo di prugna. 

CONSIGLI
Ricorda che per prevenire le emorroidi devi mantenere  una buona igiene giornaliera. In più in presenza già di emorroidi interne ed  esterne ricordati di  bere molta acqua,  almeno una decina di bicchieri al giorno.  Il corpo ha bisogno di idratarsi al meglio quotidianamente, in caso contrario si avranno feci dure e quindi un aggravamento della condizione emorroidaria.
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CANE DISTRUTTORE: COME FARLO SMETTERE

05:03 Posted In Edit This 1 Comment »
Il tuo cane, quando resta solo in casa,  presenta un comportamento indesiderato, prettamente distruttivo, nel senso che rosicchia mobili, sedie, scarpe, divani, tappeti, stipiti di porte oppure tende a scavare o a grattare con le zampe  muri e quant'altro gli capiti a tiro? Sappi subito che le sgridate e le punizioni fuori situazione non  servono proprio a nulla, non risolvono affatto il problema. Il cane  non capirà il perché  del tuo gridare contro di lui. Resterà  molto  intimorito dal comportamento arrabbiato nei suoi confronti ma non potrà mail collegarlo a quanto da lui fatto in precedenza.  
Agendo in questa manierà non farai altro che contribuire ad aumentare  in lui  il suo stato d'insicurezza, d'ansia  e di stress. Infatti il grattare muri ed altro, il mordere i tappeti o le scarpe , il marcare i  mobili,  insomma tutte le attività distruttive che l'animale pone in essere hanno un unico obiettivo: il superamento e lo scarico di tutti quegli stati sopra menzionati.
Qui di seguito  alcuni consigli per contenere i danni o per farlo smettere.  Iniziamo dal contenimento dei danni. 


COME CONTENERE I DANNI
Consiglio di delimitare  il più possibile, per un tot periodo di tempo, l?area di azione del cane  magari lasciandogli a disposizione una sola stanzetta dell'appartamento. In essa si raccomanda di togliere gli oggetti di un certo valore e di  mettere bene in vista, a  disposizione del cane, oltre alla sua   ciotola e al suo osso finto  anche alcuni  giocattoli adatti su cui dirigere  il proprio comportamento di rosicchiamento. 

Quando si vedrà che il cane  si sarà abituato ad aspettare il padrone scaricando su questi strumenti la sua noia e la sua ansia è possibile concedergli ulteriori spazi di azione.  
 Forte del detto: "In caso estremo ...estremi rimedi!" ricordo  che in commercio ci sono anche dei repellenti spray che si possono spruzzare sugli  oggetti che non devono essere  danneggiati.
Per quanto riguarda poi come fargli superare  lo  stato di ansia da separazione leggere  il mio post cliccando  qui. 


COME FARGLI  SCARICARE  L'ENERGIA
Se la sua azione distruttiva  dipende invece da un?assenza di scarico di energia interna consiglio  di alzarsi un pochino prima  al mattino in modo da disporre  di tempo utile  per  portare il cane  a fare una passeggiata o  jogging in un'area sicura. 

Se si dispone di un giardino si può  adibire anche uno spazio  a percorso sul tipo di "agility dog" dove far muovere a zig zag  il  cane  attraverso dei paletti inseriti nel terreno, nonché piccoli tunnel fatti con materassini da mare gonfiati e arrotolati su se stessi, oppure tavole di legno tipo passarella oscillante  o quant'altro la vostra mente possa elaborare che faccia da scarico di tensione nel cane. Relativamente poi al  rosicchiamento dei mobili leggere gli interventi da mettere in campo nel mio post qui.

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FILTRO DEPURATORE D’ACQUA PIOVANA: SISTEMA FAI DA TE

07:19 Posted In Edit This 0 Comments »
Ti capita magari di abitare in campagna e di non avere nè l’acqua corrente  e  né un pozzo da cui attingere  il  bene tanto utile alle varie utenze e pulizie di casa.  Hai un impianto di riciclo dell’acqua piovana, tipo quello nella foto sottostante, per alimentare le cassette del water, degli sciacquoni, degli impianti di riscaldamento, della lavatrice, per innaffiare le piante, lavare le aree esterne. l’automobile e non ultimo  per fare le faccende di casa.
Avresti  però bisogno  di depurare l’acqua piovana che ti proviene  dal  tetto dell'abitazione,  dalle pensiline posizionate sotto  le grondaie o ancora dai terrazzi e i relativi balconi, acqua che nella prima fase  si raccoglie  nella prevasca e solo successivamente la stessa viene convogliata nella cisterna che hai impiantato. 
Va detto che nella prevasca è pur vero che i materiali pesanti, tipo sassolini e altro,  provenienti  dai tetti e dai terrazzi,  si depositano alla base ma è anche vero che  tutti i materiali impuri più leggeri,  una volta che l'acqua  avrà superato  i 30 cm,  andranno  a finire  inevitabilmente nella  cisterna e da qui in casa, a meno che tu non provveda a inserire nella vasca di prima raccolta  un filtro depuratore. 

Questi infatti  assolverà  ad un obiettivo molto  importante:  quello  di filtrare e depurare nella prevasca l’accumulo di  acqua piovana che solo temporaneamente vi è  confluita.
Detto questo, vediamo come costruire il nostro filtro depuratore fai da te (la progettazione, la costruzione/realizzazione  e le foto sono di Serafino Colucci)

REALIZZAZIONE FILTRO
Prepara i seguenti materiali: un tubo  in PVC impiegato per lo scarico delle acque (misure 10 cm di diametro x 20 di altezza), una rete per zanzariere, una griglia circolare d’aerazione o di ventilazione che dir si voglia,  di quelle cioè che si usano sui muri o sulle finestre in cucina per non far accumulare l’umidità, del silicone, due fascette in plastica, un pennarello e un seghetto. 

Il fai da te ha inizio….
Per prima cosa  disponi sul piano di lavoro il tuo  tubo in PVC e  riducilo delle dimensioni sopra citate. Con un pennarello  disegna lungo l’altezza del tubo 4 strisce, lasciando intere, in parte, sia una zona soprastante che una sottostante dello stesso. Le strisce fungeranno da colonnine di sostegno alle due zone di tubo dianzi citate.
Munito ora di seghetto, taglia pazientemente il tubo lungo le lin
ee disegnate  col pennarello come indicatoti  nella foto.  

Terminato questo lavoro, che risulta essere in verità  l’unico più impegnativo, prendi la griglia circolare d’areazione, ponila nella zona soprastante il tubo  e con un colpo secco cerca di farla incastrare bene.
Non resta che l’ultimo intervento. Avvolgi la struttura approntata, un paio di volte,  con la rete per zanzariere, fermando alla fine quest’ultima con del silicone e due fascette in plastica.
 Il nostro filtro depuratore è  pronto per  essere inserito o meglio “incastrato”, a sua volta, nel tubo della prevasca di recupero acqua.

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"FACCIAMO INSIEME UN TUO DIPINTO....."

05:56 Edit This 0 Comments »
"Il tuo volto incantevole dovrebbe essere immortalato in un dipinto! Dacci l'onore di dipingerti."  
Clicca qui:  
 http://it.nametests.com/test/fatti-unopera-darte-che-raffigura-te/8672/

DIFFERENZA DI COMPORTAMENTO TRA L'UOMO E LA BESTIA

13:44 Edit This 0 Comments »
In questo video dalle immagini strazianti si compendia la DIFFERENZA sostanziale tra l’uomo e la bestia.
Una bestia, il cane, con infinito amore, guaendo e tremando di dolore per la perdita dell’amico tenta l’impossibile: lo soccorre… gli fa scudo col suo corpo per proteggerlo dalle auto …prova a rimetterlo in piedi! Il suo è UN AMORE CHE VA OLTRE LA MORTE!
L’uomo, il cineoperatore, davanti alla stessa scena ostenta un comportamento “nonchalant”... non interviene per aiutarlo...si preoccupa solo di riprendere la scena....

Come "risuscitare" una batteria esaurita di cellulare

13:29 Posted In Edit This 0 Comments »
Chissà a quanti di voi sarà capitato di ritrovarsi con una batteria ormai esaurita dopo qualche anno di ricarica. Non essendo più recuperabile sarà stata messa a deposito o magari gettata. Se ti trovi in questa situazione e la batteria al Li-Ion del tuo cellulare non dà più segni di vita, non buttarla subito via. Prova a recuperarla col metodo dello shock termico che appresso ti enuncerò. Con un po’ di fortuna essa potrà ritornare a funzionarti come è successo a me. In caso contrario non avrai avuto niente da perdere. Ti pare? Iniziamo. 
COSA FARE 
Rimuovi la batteria dal cellulare e infilala in un sacchetto di plastica. Sigilla quest’ultimo nel miglior modo possibile e poi poggia il tutto in una capiente tazza. Fatto? 
Riponi ora il tutto nel congelatore. E’ bene che vi sosti per buona parte della notte . Al mattino presto ritira la tazza dal congelatore e attendi che il contenuto raggiunga la temperatura ambiente. Prendi successivamente dello Scottex o un canovaccio di cotone e cerca di asciugare l’eventuale umidità intorno alla batteria. Indi riponi la stessa nel tuo cellulare e prova ad accenderlo. Dai un’occhiata al livello della batteria e se dovesse risultare basso o continuare a non segnalare niente, metti il cellulare sotto carica come hai sempre fatto. La batteria dovrebbe ricominciare a caricarsi!... 
Con questo sistema si possono provare a recuperare anche le batterie morte dei notebook, solo che in freezer avrebbero bisogno di un tempo maggiore di sosta, diciamo pure sui 4-5 giorni e anche più. 
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Tosse con catarro nei bambini? Ecco il rimedio naturale che accelera il processo di guarigione

08:28 Posted In Edit This 0 Comments »
A quale mamma non è successo di sentire all'improvviso nella notte, o al mattino, tossire il proprio bambino? Quanta e quale apprensione s'impadronisce allora del suo animo!
Ella deve però sapere che, per quanto i colpi di tosse siano da considerarsi tediosi, problematici, spiacevoli, anche e soprattutto per i continui risvegli  nel cuore della notte del bambino, tuttavia sono, a tutti gli effetti, un mezzo importante di difesa naturale del nostro organismo, proteso ad espellere agenti e sostanze irritanti, microbi e quant'altro penetrato all'interno della gola e delle vie respiratorie.
In genere nei bambini si tratta di una tosse di tipo acuta, una forma abbastanza comune e frequente quale conseguenza di un raffreddamento delle prime vie respiratorie superiori.
Non è raro che questo tipo di  affezione possa accompagnarsi  e comportare anche uno stato febbrile, nonché evolversi verso una forma di tosse grassa per l'aumentare dei muchi da cacciare fuori. Si consiglia alle mamme di non somministrare farmaci al bambino se non dopo una visita con  correlate indicazioni da parte di uno specialista in  pediatria. Oltremodo è risaputo che i farmaci in tenera età sono da considerarsi come ultima spiaggia. 

RIMEDI GIA' NOTI
Per alleviare il fastidio della tosse e la difficoltà di respirazione è buona norma fare affidamento sui molteplici rimedi naturali, ben noti, quali ad esempio una bella tazza di  brodo caldo  di pollo, un po' di  quello che viene considerato l'antibiotico naturale per eccellenza e cioè il  miele che si può assumere da solo  oppure aggiungendolo alle tisane calde di malva, di tiglio  e via discorrendo.
Il RIMEDIO PER ECCELLENZA
Se la tosse  dovesse  persistere pare, a dire di molti, che ci sia un rimedio naturale che ne accelera di molto la guarigione e che consisterebbe nella somministrazione di una crema di banane. Per conoscere gli ingredienti e la preparazione prendiamo come punto di riferimento il  sito http://www.cuisineandhealth.com/.
Ingredienti, preparazione e assunzione
Questi gli ingredienti previsti: 2 banane mature, due cucchiai di zucchero o miele, 400 ml di acqua bollente.
Come approntarla? Schiacciare con i rebbi di una forchetta le due banane. Versarvi sopra lentamente l?acqua calda, rigirare  e lasciare che il composto riposi per una mezzoretta, il tempo necessario per raffreddarsi. Al termine dello stesso, non resta che aggiungere il  miele o lo zucchero. Assumere la  crema  4 volte al giorno, riscaldandola  appena appena ogni volta.

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