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Un programma antigonfiore per la pancetta

13:55 Edit This 0 Comments »
La pancia: l’incubo di molte donne e uomini!... Questo inestetismo non guarda in faccia nessuno, non tiene conto dell’età delle persone, né del fisico. Infatti, anche se si è di corporatura magra, essa può essere parimenti presente. Purtroppo non fa sconti neanche se si prova a perdere peso. In più tieni conto che avere una pancetta, al di là del fatto estetico, è un vero e proprio rischio per la salute in quanto può comportare patologie di non lieve entità, come il diabete e le malattie cardiache. E allora che fare?

GONFIORE ADDOMINALE
Comincia col chiederti: la tua pancetta si accompagna spesso ad un fastidioso gonfiore addominale? Se la risposta è positiva, devi innanzi tempo intervenire su questo disturbo, mettendo in campo un programma anti gonfiore. Rivedi dunque e poni un freno ad eventuali cattive abitudini alimentari (mangiare con una certa velocità, bere bevande gassate e alcoliche, fare uso di  cibi troppo elaborati, fritti o esageratamente conditi, troppa assunzione di carboidrati). Tieni in debito conto che, per ottenere un ventre piatto, la prima cosa da fare è una dieta equilibrata, una dieta nella quale devi far rientrare dei cibi cosiddetti "antigonfiore". Quali?

ALIMENTI ANTIPANCETTA
Menzioniamone solo alcuni. Il primo accenno va fatto agli yogurt, in quanto l’azione dei loro fermenti vivi danno possibilità di vita nel nostro stomaco ai batteri cosiddetti buoni, capaci cioè di combattere i batteri nocivi, responsabili di accumulo di aria eccessiva nel nostro intestino. Oltre agli yogurt sono da considerare positivamente anche gli alimenti a base di fibre solubili: cereali, farina d’avena, crusca, frutta fresca, tutti alimenti parimenti digeribili. Certo dobbiamo apprendere a consumarli in maniera abbastanza equilibrata, senza alcun eccesso. Per quanto riguarda la frutta, si consiglia di optare massimamente per mele, ciliegie, mirtilli, fragole e pesche noci. Per ridurre la ritenzione idrica, spesso causa della pancia gonfia, cerchiamo di consumare un certo numero di banane, di arance e, qualcuno forse si meraviglierà, anche di angurie. Ma su tutti i frutti lo scettro è in mano al finocchio crudo, in quanto ottimo stimolatore del sistema digestivo. Non di meno sono da considerare anche la papaia e l’ananas. Un altro alimento per eccellenza in quanto a digestione facile, valido a sconfiggere il nostro gonfiore e la pesantezza di stomaco, è il pesce. I grassi omega 3, di cui esso è ricco, prevengono oltremodo le infiammazioni delle mucose intestinali.

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Cera sulla tovaglia e sui vestiti? Ecco come rimuoverla

15:03 Edit This 0 Comments »
Durante le feste di compleanno dei nostri figli o le nostre stesse, all’atto dell’accensione delle candeline sulla torta, è molto facile che  ci si possa versare  un po’ di cera sui vestiti o anche sulla tovaglia del tavolo. Senza dubbio non possiamo non essere stizziti per l’accaduto, perché sappiamo benissimo quanto sia difficile rimuoverla. Se cerchiamo impulsivamente di grattarla con le unghie o con altro mezzo, non facciamo altro che peggiorarne lo status. Questo intervento infatti, specie se la cera è ancora calda, è sbagliato e servirà soltanto a distribuire la macchia ancor di più sul tessuto. E allora come intervenire? Facciamo ricorso, come spesso accade, ai vecchi intramontabili rimedi della nonna. La prima cosa è attendere, come già fatto intendere in precedenza, che la cera si solidifichi ben bene.  

FERRO DA STIRO
Successivamente approntiamo il nostro  asse da stiro e disponiamoci sopra la tovaglia da tavolo o il vestito. Nel punto dove è presente la macchia, posizioniamo  dei tovaglioli di cotone. Facciamo riscaldare il ferro a vapore e, non appena esso avrà raggiunto la temperatura idonea e si cominceranno  a vedere i primi “sbuffi” di vapore, passiamolo più volte sul panno. Poco dopo il calore farà sciogliere la cera che si trasferirà sul tovagliolo. Vi assicuro che è un efficace rimedio. L’ho esperito più volte con esito positivo. Qualora dovesse restare un po’ di alone, sarà sufficiente ripetere l’operazione con un nuovo panno. So che alcuni preferisco fare uso, al posto del panno, di due fogli di carta assorbente, uno sopra e uno sotto la macchia. In assenza  di quest’ultimi potranno essere usati anche 2 pezzi di carta Scottex. Non andrà usato ovviamente il ferro da stiro col programma a vapore, ma con funzione a secco, pigiandolo più volte bello caldo sul punto della macchia. Bisognerà procedere in questa maniera  fino a che non se ne vedrà definitivamente la scomparsa. Nell’eventualità di un lascito di  alone, imbere nella trielina o nell'alcool etilico dei dischetti per trucco e passarli sopra. A operazione conclusa,  insaponare la parte col sapone di Marsiglia e infilare il capo  in lavatrice.

SPAZZOLINO DA DENTI
Un secondo sistema è quello che fa ricorso allo spazzolino da denti. Una volta imbevuto nell’acool, dovrà essere sfregato ripetutamente sulla macchia di cera. In questo modo  essa verrà asportata dalle fibre interne del tessuto. Si raccomanda di lavare successivamente il capo in lavatrice.

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LE PROPRIETA' TERAPEUTICHE DELLA CIPOLLA

10:18 Posted In Edit This 1 Comment »
Chi non conosce la cipolla? In cucina, da secoli, è usata per arricchire varie pietanze, per dare ad esse un tocco in più di gradevole sapidità, ma anche  per essere consumata single. Non vi è chi non ha avuto modo di gustarla più volte in una bella frittata o in pastella e, non ultimo, in agrodolce, tanto per nominare solo alcuni impieghi. Ma questo ortaggio, oltre alle sue proprietà organolettiche, vanta anche innumerevoli proprietà farmacologiche.
 
RIMEDIO NATURALE
 
Come rimedio naturale, è molto efficace nello stimolare l’attività del cuore, dei muscoli e dell’intestino. Sotto questa luce infatti è da raccomandarsi alle persone particolarmente stressate e stanche. Se all’improvviso in casa ci accorgiamo di essere sprovvisti di disinfettante, possiamo far ricorso al succo di quest’ortaggio. Lo si ricava facilmente, adoperando una centrifuga. La cipolla è di grande utilità anche nell’eventualità di una puntura d’insetti. Per eliminarne sia il prurito che l’infiammazione basterà affettare una cipolla e con essa sfregare la parte colpita. E non finisce qua.
I suoi benefici si fanno sentire ulteriormente  nella cura  della diuresi. Infatti opera in maniera davvero efficace contro la ritenzione idrica, in quanto facilita la fuoriuscita, in quantità notevole, di urina, specie e soprattutto se l'ortaggio viene macerato nel vino bianco. Come fare?  Pulire circa 400gr di cipolle, togliendo la tunica esterna e sciacquandole sotto l’acqua corrente. Indi grattugiarle o tritarle, come meglio si crede.  A parte preparare del vino bianco (3/4 circa) e versarvi all’interno le cipolle. Lasciare macerare per un paio di giorni e, a conclusione, addolcire con 100gr di miele. Basterà assumerne due bicchierini al giorno, lontano dai pasti. Sotto forma di sciroppo, in associazione al limone, è un ottimo rimedio contro le affezioni respiratorie, tipo raffreddore e tosse secca, perchè ne facilita l’espettorato.
 
SCIROPPO e  DECOTTO DI CIPOLLA
 
Ecco come preparare lo sciroppo. Pulire con accuratezza una cipolla e un limone. Preparare sul piano di lavoro  una bella ciotola. Affettare sia il limone che la cipolla e disporre le fette alternativamente nella ciotola. Tra l’una e l’altra fetta cospargervi un po’ di miele o di zucchero. Lasciare il tutto agire per 12 o 24 ore (anche di più), fino a quando cioè  non si vedrà  la formazione dello sciroppo. Una volta pronto, estrarlo e assumerne un cucchiaino più volte al giorno. In presenza di faringiti e tonsilliti puoi adoperarlo anche per fare dei gargarismi. Prima di concludere,  un accenno ai suoi benefici come decotto  in caso di reumatismi e dolori articolari. Fai bollire per 15 minuti in un pentolino con acqua un paio di cipolle di grandezza medie. A conclusione filtra il decotto e bevine un bicchiere al mattino e uno alla sera.
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LA STORIA DELLE 4 CANDELE

10:15 Posted In Edit This 0 Comments »
In una Chiesa, quattro candele bruciavano e si consumavano lentamente.
La prima diceva: "Io sono la candela della pace, ma gli uomini non riescono a mantenermi accesa: penso proprio che non mi resti altro da fare che spegnermi!".
Così fu, e a poco a poco, la candela si lasciò spegnere completamente.


La seconda diceva: "Io sono la candela della fede, purtroppo non servo a nulla.
Gli uomini non ne vogliono sapere di me, e per questo motivo non ha senso che io resti accesa!". Appena ebbe terminato di parlare, una leggera brezza soffiò su di lei e la spense.


Triste triste, la terza candela, a sua volta, disse: "Io sono la candela dell’amore,
ma non ho la forza per continuare a rimanere accesa.
Gli uomini non mi considerano …
Essi odiano perfino coloro che più li amano, i loro familiari". E senza attendere oltre, la candela si lasciò spegnere. Ma inaspettatamente...un bimbo in quel momento entrò nella Chiesa e vide le tre candele spente.
Impaurito per la semioscurità disse: "Ma cosa fate! Voi dovete rimanere accese, io ho paura del buio!". E così dicendo scoppiò in lacrime.


Allora la quarta candela, impietositasi, disse: "Non temere, non piangere, bambino mio: finché io sarò accesa, potremo sempre riaccendere le altre tre candele: io sono la candela della speranza." Con gli occhi lucidi e gonfi di lacrime,
il bimbo prese la candela della speranza e riaccese tutte le altre, e non ebbe più paura.

"
Che non si spenga mai la speranza dentro il nostro cuore,

e che ciascuno di noi possa essere lo strumento, come quel bimbo,
capace in ogni momento di riaccendere con la sua speranza,
nel cuore di ogni uomo, la fede, l'amore e la pace..."

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Come posizionarsi in maniera corretta davanti al pc

08:48 Posted In Edit This 0 Comments »
Si sa che, oggi più di ieri, il pc catalizza un numero sempre crescente di  ore  giornaliere  di milioni di persone. D’altro canto esso è un mezzo efficiente per sentirsi collegati col mondo intero. E’ normale che, stando un bel po’ di tempo davanti al desktop, si comincino ad accusare dei dolori in varie parti del corpo.  Anche tu trascorri  molte ore di navigazione davanti al pc? Se lamenti allora un indolenzimento della schiena,  dei polsi, delle dita e  della zona cervicale sappi che possono essere disturbi connessi,  in massima parte, ad una scorretta postazione di lavoro.  Per evitare il tutto, basterà seguire alcuni accorgimenti.

LA TASTIERA e LA SEDIA 
In che modo dovresti  posizionare la  tastiera? Essa dovrebbe essere  messa a circa una quindicina di cm dal bordo della scrivania, in modo che  si possa avere la possibilità di  poggiare alla meglio sia gli avambracci  che i polsi. In caso contrario le spalle  e la schiera andranno incontro a contratture varie e conseguentemente a dolori . Come dovresti posizionarti invece sulla sedia? Ti basterà scegliere una sedia con schienale alto, in modo da stare con la schiena dritta, le spalle allineate ai fianchi e il collo in linea col busto.

LO SCHERMO
Questo deve essere posizionato a 60 cm dal viso e in prossimità di una fonte di luce naturale. Di sera  la stanza, dove ti trovi, andrà illuminata con lampade alogene, perché affaticano meno gli occhi.

IL MOUSE
Un uso non corretto del mouse può comportare dei dolori al polso e alla mano. A  volte può subentrare addirittura la sindrome del tunnel carpale. Il mouse  deve avere una presa ergonomica, una presa cioè che faccia da supporto ai contorni della mano destra. Ciò risulta di particolare importanza  in tutti i casi d’utilizzo dello stesso.  L'iconica forma ergonomica e la presenza  di supporti laterali in gomma,  non  possono che migliorarne l'impugnatura,  avere un maggiore controllo del mouse e, cosa da tenere nella massima considerazione, evitare l’insorgenza dei dolori. Disponi il mouse sulla scrivania al di là  della tastiera, in modo  che ti sarà possibile poggiare  sulla scrivania l’intero avambraccio.
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Cavolfiore alla crema di formaggi e noci

05:01 Posted In Edit This 0 Comments »
Ottimo piatto da approntare specie nella stagione invernale. Meno di 30 minuti il tempo di preparazione. Se vuoi provarci magari per le festività prossime, ecco gli ingredienti:
1 cavolfiore, 300 gr di formaggio Emmenthal reso a crema, 125 gr di formaggio blu, cioè quelli a pasta erborinata (gorgonzola o Roquefort), 30 gr. di noci tritate, un cucchiaino di senape, pepe appena macinato, un pizzico di sale e 50 gr di formaggio grattugiato.

PREPARAZIONE
Trita, anche se molto grossolanamente, le noci e mettile in una ciotola. A parte rendi l’Emmenthal abbastanza cremoso, schiacciandolo il più possibile con i rebbi della forchetta e rigirandolo continuamente. Prendi il cavolfiore, fallo a pezzi e lavalo sotto l’acqua corrente.
Prepara sul fuoco una pentola con acqua e attendine l’ebollizione. Quindi calaci i pezzi di cavolfiore e cuocili per circa 8 minuti o almeno fin quando non ti risulteranno al dente. Scolali e versali in una padella, in cui avrai messo anche il formaggio reso a crema e la senape. 
Lascia che questi ingredienti si amalghino alquanto e poi vi unisci anche il formaggio blu. Condisci con un pizzico di sale e abbondante pepe. Versa il tutto in una teglia da forno, aggiungi il trito di noci e il formaggio grattugiato.
Accendi il forno in funzione grill. Appena esso è bello caldo, inserisci la teglia. Lasciala per alcuni minuti, fin quando non vedrai indorarsi la parte superiore.
Porta questi pezzi di cavolfiori in tavola ben caldi. Sappi che essi si combinano bene con il sapore un po' piccante di una bella insalata di crescione.
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Bigoli in salsa d’anatra alla melagrana.

05:45 Posted In Edit This 0 Comments »
Andiamo al Nord alla ricerca di un piatto della tradizione natalizia molto veloce da approntare.  Ci siamo imbattuti in un  piatto veneto:  Bigoli  in salsa d’anatra  alla melagrana. I tempi di esecuzione? Veramente pochi: 15 minuti per preparare la salsa e 25 per  cuocere i bigoli.
Vediamo dunque gli ingredienti per 4 persone. Ci vogliono 400 gr di bigoli (possono essere sostituiti  da normali spaghetti), 200 gr di frattaglie(cuore, polmone, fegato, stomaco) d’anatra o di gallina, 50 gr di burro, 2l di brodo di anatra o di gallina, 1 grossa melagrana, olio, sale e pepe.

Preparazione
 Lavate sotto l’acqua corrente  le frattaglie e tagliatele in pezzi  molto piccoli. Approntate sul fuoco una padella con il burro e l’olio (3 cucchiai) e versatevi dentro le frattaglie sminuzzate, aggiungendovi sale e pepe.
Appena le frattaglie saranno arrivate a cottura, unitevi  il succo di mezza  melagrana.
Attendete che il tutto si addensi leggermente e poi spegnete il fuoco.  Fatto ciò, private l’altra metà di melagrana dei suoi chicchi e aggiungeteli alla salsa di frattaglie preparata.  
A parte portate a bollore  il brodo di anatra o di pollo e, una volta pronto, calateci i bigoli. Fateli cuocere, scolateli e conditeli con la salsa di frattaglie alla melagrana.